Moro come il colore scuro di questo Sangiovese in purezza che cresce nella valle di Pava.
Fratello maggiore del Cerretello, con cui divide l’uva dei vigneti più vecchi, nasce da una selezione dei grappoli più maturi e concentrati. Raccolto a mano in cassette, vinificato con fermentazione spontanea in piccole vasche con follature quotidiane, affina in legno mai nuovo e in cantina per un periodo di tempo mai definito, in relazione ai capricci dell’annata.
Ne produciamo 4.500 bottiglie.

Note tecniche

Vendemmia: 2011
Bottiglie: 2.850
Vitigni: Sangiovese100%
Vigneto: Selva: 110mtslm, esposto a Sud-Est; Cerretello: 130mt slm, esposto a Sud
Sistema d'allevamento: doppio capovolto/archetto
Densità (viti/ha): 5.500
Tipo di terreno: sabbio-argilloso di medio impasto ricco di fossili
Modalità di raccolta: a mano il 13 Ottobre

Note di Degustazione

Abbinamenti: Tutti gli arrosti e le carni rosse, gli uccelli e la selvaggina da pelo: ideale come vuole la tradizione con il fagiano e il cinghiale in umido, ancora meglio se accompagnati da funghi e tartufi. Delizioso con i formaggi stagionati e per i lussuriosi….con una fumata di Toscano Originale!

Premi

  • Vendemmia 2011 - 4 stelle - Vini Buoni d'Italia
  • Vendemmia 2011 - 92 punti - James Suckling
  • Vendemmia 2013 - 16 punti Vinum

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Vendemmie

Inverno rigido con temperature al di sotto della media ma senza neve. Le prolungate piogge primaverili e la siccità estiva sembrava potessero precludere una qualità, minata da potenziali attacchi fungini. Una corretta gestione del vigneto, ha trovato, contro tutte le attese, beneficio nel clima mite di settembre, con tempo è stabile che ha favorito una maturazione ottimale.
Inverno rigido con temperature al di sotto della media ma senza neve. La primavera piovosa ha anticipato una estate lunga, molto calda e siccitosa, ma con ampie oscillazioni giornaliere della temperatura specialmente in agosto. Una corretta gestione del vigneto, ha trovato, contro tutte le attese, beneficio nelle piogge di settembre, che hanno allungato le previsioni di una vendemmia davvero anticipata.
Inverno lungo e rigido con qualche gelata e nevicate abbondanti fino a marzo. La primavera tarda ad arrivare, le temperature sono basse ma è la pioggia, abbondante ed incessante a caratterizzare i mesi di aprile e maggio. Piove 2 giorni su 3. Giugno porta il sole e le temperature si fanno subito altissime: è un mese intenso di lotta alla peronospora. L’estate corre via fresca e poco soleggiata. Vendemmia tardiva ma no troppo, perché anche settembre, ahimè, è piovoso. Maturazioni anomale (abbiamo raccolto il cabernet prima del sangiovese….fate voi…..). Uno spasso gli assaggi in vigna. Finalmente un’annata con gradazioni ragionevoli e grande freschezza.
L'estate sfuma già a Settembre ed Ottobre si presente con temperature al di sotto della media. L’inverno sembra arrivare di slancio, con piogge e nevicate straordinarie prima di Natale ma, ahimè, è la pioggia a farla da padrone. L’inverno si rivela infatti mite e umido. Piove incessantemente fino ad aprile e gli scrosci costanti e intensi provocano danni alle colture e ai vigneti. A maggio, finalmente torna il sole e le temperature iniziano a salire. È una primavera fresca, con temperature ideali, giornate limpide e senza nuvole. Continua il bel tempo fino alla prima metà di agosto, non fa troppo caldo e il cielo sempre terso ci regala una quantità di luce eccezionale. Improvvisamente, dopo ferragosto, le temperature salgono fino a 40°. Due settimane di caldo torrido che asciuga i terreni di argilla, ancora umidi dalle piogge invernali. La maturazione delle uve subisce una accelerazione improvvisa: la vendemmia inizia con circa 20 giorni di anticipo e si conclude rapidamente. Le diversità varietali poco contano: in meno di un mese tutta l’uva è in cantina. Le fermentazioni sono difficili, ma la struttura del vino è eccezionale. Tannini eccellenti, già setosi e una grande concentrazione di antociani. Un’annata entusiasmante.
Ottobre caldo si va ancora al mare. L’inverno tarda ad arrivare, il freddo non si fa sentire fino a febbraio, quando le nevicate arrivano, per il secondo anno consecutivo, abbondanti e prolungate, andando a sommarsi alle ultime piogge, torrenziali, di novembre, a caricare le argille di acqua e minerali. Buona scorta per la stagione estiva. Le gelate di fine inverno stroncano i germogli. A marzo, d’improvviso sembra quasi estate, fa molto caldo, il sole splende….e le temperature salgono sopra la media. Ma la primavera continua, instabile fino a giugno. Non piove, ma il sole è pallido. E poi, arriva l’estate: la lunga estate 2012 con 5 mesi abbondanti di siccità, più di 45 giorni, tra giugno e agosto, in cui la T° è salita sopra 30°C. Punte di caldo torrido tra fine luglio e la prima metà di agosto. La fortuna vuole che i venti di mare soffiano ancora, a portare un po’ di refrigerio agli uomini e ai grappoli. La vendemmia sarà anticipata. Va bene. La vendemmia sarà breve. Meno bene. La resa scende di circa il 40%. La qualità, a discapito di tutte le aspettative, sembra essere, soprattutto per alcune varietà quali Sangiovese e Syrah, eccellente. La vendemmia 2012 è iniziata il 6 Settembre.
L’inverno tarda a farsi sentire. Quest’anno, poca la neve che scende sulle Terre di Pisa e le temperature si mantengono piuttosto alte. In compenso arrivano le piogge, incessanti e abbondanti, che rimpinguano le risorse idriche delle argille della Valdera. Ma la primavera non si fa vedere. Piogge talvolta anche torrenziali e temperature più che rigide accompagnano i mesi di febbraio, marzo e aprile. La quantità di pioggia caduta in un mese supera ogni record. Le temperature rimangono fresche, ben al di sotto delle medie stagionali fino alla fine di Maggio, e il sole fa capolino a fatica tra le nubi plumbee. A giugno, finalmente, si rasserena. Le piante hanno sofferto le lunghe piogge primaverili e sembrano ancora dormienti, la vegetazione stenta a ripartire. La fioritura, comunque arriva in orario intorno alla prima settimana di giugno. Ma il freddo non da tregua e attacca le infiorescenze. Pioggia e basse temperature segnano la strada alla pernospora che ci fa dannare fino a metà luglio. Poi, improvvisamente, scoppia il solleone. Temperature oltre I 30 gradi accompagnano tutto il mese di agosto. L’uva, impreparata, si brucia subito. Si ritorna in vigna a cercare di riparare i grappoli dai raggi del sole. Settembre porta invece frescura e piogge delicate. le gradazioni alcoliche finalmente si stemperano. Sarà un'annata di grande eleganza.
L'inverno quest'anno non è proprio arrivato. Senza freddo e senza neve le vigne non sono andate in riposo e la ripresa vegetativa è stata rapida e assai precoce. Le consuete nevicate hanno lasciato il posto a piogge intense ed abbondanti, che non ci hanno mai abbandonato fino al mese d'agosto. E' l'annata più piovosa che mi ricordi. La primavera umida e fresca arriva presto e i germogli fioriscono precocemente. Tutto farà pensare ad una vendemmia anticipata, ma le piogge insistono e la vegetazione continua a crescere fino ad agosto. E' una annata di lavoro intenso in vigna, a defogliare e cimare, per lasciare al sole e ai venti di scirocco i grappoli numerosi e succosi. Questa la nostra fortuna in un'annata per molti disastrosa. Piogge ma nessun temporale ne grandine e sempre, costante, una brezza marina che asciuga e da sapore. La peronospora è sotto controllo. Oidio assente. Settembre soleggiato ci spinge a rischiare un po' e ad iniziare la vendemmia senza anticipi ne ritardi. Si coglie la prima uva il 18 di settembre.
Al termine della vendemmia, arrivano subito le piogge, intense e prolungate che rubano tempo alle lavorazioni autunnali. L'inverno inizia mite, ma a Natale le temperature scendono bruscamente sotto lo zero. Le viti entrano lentamente in riposo vegetativo alla fine di dicembre.  Gennaio è freddo ma senza neve e ancora piogge. Marzo si preannuncia con fortissime raffiche di tramontana e grecale che spazzano via l'umidità invernale e le temperature, sotto il sole terso, salgono rapidamente. Le prime gemme si cotonano a metà mese. La fioritura ci sorprende all'inizio di maggio, in largo anticipo a causa di temperature insolitamente alte. L'estate arriva di gran carriera, giugno e luglio sono mesi di solleone, con temperature oltre i 30 gradi e nessun accenno di pioggia. L'argilla tiene le radici delle viti al fresco e la riserva d'acqua salva dalla siccità e dall'appassimento ma la vendemmia si preannuncia davvero precoce. Il Sangiovese su tutti, matura di gran carriera. Poi, finalmente, arriva agosto con piogge abbondanti e temporali estivi frequenti, che dissetano animali e piante e ci fanno sperare per un settembre carico d'uva.
L'autunno è mite e soleggiato. Le lavorazioni autunnali in vigna procedono con ritmo e regolarità e si arriva a Dicembre con buona soddisfazione del lavoro fatto per preparare i vigneti alla nuova stagione. Ma l'inverno nuovamente tarda ad arrivare. Anzi proprio non si fa vedere e le temperature rimangono sempre costantemente tra 5 e 15 °C. Le potature, di conseguenza sono molto ma molto ritardate, per prevenire una ripresa vegetativa troppo anticipata e scongiurare il rischio di gelate primaverili. La primavera arriva presto ma è instabile e cambi repentini di temperatura compromettono la fioritura. Aprile è un mese di sole forte e inatteso e le vigne crescono di gran carriera. Si attende un'altra vendemmia anticipata. L'estate inizia subito calda e le piogge praticamente si interrompono dalla fine di maggio. Solleone ma tanto tanto vento e qualche scroscio arrivano finalmente ad agosto, quando le brezze di mare portano, in notturna un abbassamento repentino delle temperature. Si inizia presto, con il merlot, ma alla fine settembre regala grande equilibrio e il sangiovese arriva a piena maturazione agli inizi di ottobre, come vuole la regole. Annata di grandi profumi, grane struttura ed eleganza, grazie alle fresche ore notturne e ottime concentrazioni.
L'onda dell'entusiasmo della vendemmia appena passata, viene presto stroncata dalle piogge autunnali che arrivano intense sui sovesci appena seminati. Peccato però saranno le prime e ultime della stagione. L'inverno arriva rigido e serio, finalmente dopo 4 anni di temperature miti e magliette fini. Siamo tutti entusiasti per la stagione che verrà, finalmente uomini e vigne si godono il meritato riposo. Tra la brina mattutina si iniziano le potature, tardive come sempre. La vigna è pulita, ristorata dal freddo, pronta. Marzo annuncia una primavera assolata e le temperature salgono immediatamente. Il sole splende, e non piove. Si continua cosi fino a Pasqua quando improvvisamente, nelle notti tra il 19 e il 20 Aprile, arriva annunciata la gelata, che brucia senza rispetto tutti i vigneti di nord-est e compromette il nostro Vermentino, il Trebbiano e il Syrah. Ma soprattutto ci toglie tutto l'entusiasmo faticosamente accumulato in inverno. Passato il gelo, dopo due settimane di impasse, torna il solleone, con temperature vicino e oltre i 30° gradi che non ci mollano più fino ad Agosto. Le vigne impazzite non sanno più in che stagione si trovano. Crescono, si fermano, ripartono senza una logica ne una direzione. L'acqua piano piano sparisce: dalle foglie al mattino, dai rigagnoli, dagli stagni, dalle radici. Non piove. In 6 mesi da Gennaio ad Agosto si contano 26mm. Sembrano soffrire di più i terreni argillosi e le vigne stentano a raggiungere il secondo filo. I grappoli sono spargoli, i frutti piccoli. Al contrario, i terreni limosi più sciolti, a giugno pare ci regalino produzioni abbondanti e vegetazioni rigogliose, complici i venti di scoglio che soffiano imperterriti, mitigando le temperature torride altrove che a Pieve de' Pitti, di notte, raramente superano i 20°. Alla fine, le uve cresciute sulle argille sopravviveranno, e saremo costretti a diradare pesantemente tutti i vigneti sulle sabbie e sui limi, per limitare lo stress delle piante e tentare di contrastare l'appassimento. Poco importa se, alla fine, il risultato è di grande qualità. Noi, uomini, viti e grappoli, siamo semplicemente sopravvissuti.
Finalmente l'inverno. Freddo, temperature sotto lo zero e neve. Dopo diverse annate calde e siccitose, arriva l'inverno quello vero. Ci riposiamo tutti, noi e le viti. E a gennaio iniziamo le potature con grandi speranze dopo una stagione asfissiante come quella 2017. Piove.....e non smette più. Bene per le vigne, ancora assetate dopo il solleone della passata stagione, ma in realtà non è poi davvero cosi tanta questa acqua che scende dal cielo sempre grigio....piove poco e spesso, quasi ogni giorno ma alla fine del mese, i mm di pioggia non sono da record. Solo che, sui nostri suoli argillosi, dopo 3 gg di pioggia senza tregua non si entra più. Si affonda. E la primavera diventa lunga lunga. Smette di piovere praticamente a giugno. Sfalciamo i sovesci almeno 3 volte. Nuove gemme spuntano da ogni dove su tronco e cordone. E' tutta una rincorsa a pulire, tagliare, cimare. Il lavoro arranca, la peronospora per fortuna qui non trova casa e nonostante tutto, il poco rame di Aprile e maggio basta e avanza. La vigna chiede tanto lavoro ma il tempo manca sempre. Uva in buona quantità e soprattutto sana. Arriva finalmente il sole tra luglio e agosto, una estate in piena regola. E' Settembre e la vendemmia ancora non è iniziata. Sembra quasi un'annata perfetta....